Cari amici di Metal Garage,
è con grande piacere che vi proponiamo l’intervista fatta agli Iridyum,
che ringraziamo anticipatamente per la disponibilità.
1)
Iniziamo dal vostro nome, particolare ed allo stesso tempo ricercato,
qual è la storia che ha portato alla scelta di questo?
In realtà, come puoi
immaginare, trovare un nome a una band è sempre un po’ un problema. Per
quanto ci riguarda, ci serviva un nome al più presto perché dovevamo
fare dei live. Davo (il chitarrista) studiava chimica all’epoca e
guardando la tavola periodica e ha trovato l’iridio un metallo
interessante…abbiamo preso il nome latino iridium e lo abbiamo
trasformato in Iridyum!
2)
Come nascono gli Iridym? Avete qualche aneddoto da raccontarci?
Gli Iridyum nascono da una
iniziativa mia (Laura) e di con l’idea di dare vita, sin da subito, ad
un progetto dedicato interamente alla costruzione di brani inediti.
Infatti, nel nostro percorso musicale, come gruppo, abbiamo prima fatto
inedito e successivamente delle cover di brani famosi (anche se avevamo
pregressi in altri gruppi cover che andavano, per Davo, dai Negrita ai
Bon Jovi e per me, dagli Skunk Anansie ai Metallica).
Un aneddoto? Nel primo
periodo dopo la formazione della band, cercavamo un batterista. Un
giorno si presenta un ragazzo. Premesso che non ne ricordo nemmeno il
nome, in quanto l’avventura non durò più di quella prova considerato che
alla batteria era pessimo, la cosa più assurda che ha fatto è stata che,
alla fine della prova, questo si è preso la chitarra in mano si è
piazzato davanti al microfono e ha iniziato a cantare Twist dei korn,
lasciandoci alquanto perplessi! Infatti, noi cercavamo un batterista,
non un cantante!
3)
Quali sono le band che hanno influenzato maggiormente la vostra musica?
Come ho scritto prima per me
e davo quelle sopraccitate, anche angelo alla fine si può accostare a
davo come gusti musicali, anche perché prima degli Iridyum, insieme
suonavano insieme nello stesso gruppo. Seby invece è passato dal punk
estremo/ska al funky, mentre Fabrizio prima degli Iridyum aveva un
gruppo con cui suonava Dream Theater. La fusione di tutte queste idee ha
dato forma al nostro genere.
4)
Se ognuno di voi dovesse scegliere un aggettivo per la vostra musica,
quale sceglierebbe?
Bella, bellissima…..dai
scherzo….accattivante, grintosa, dura ma nello stesso tempo morbida e,
probabilmente anche un po’ magnetica.
5)
Siete una band
proveniente dalla calda Sicilia ed in particolare da Palermo, qual è il
vostro parere riguardo l’underground Metal al Sud?
Pensiamo che il sud abbia
tantissimo da offrire, ma purtroppo nella maggior parte dei casi venga
tagliato fuori da contesti più importanti. Non è il solito vittimismo
questo. La realtà è che ci è stata data l’opportunità di partecipare a
festival fuori dalla Sicilia, ma in molti casi abbiamo dovuto rinunciare
perché le comunicazioni avvenivano con 2 giorni di anticipo e per noi a
queste condizioni e senza alcun rimborso spese è praticamente
impossibile partecipare. Purtroppo la spesso è un serio problema.
6)
Pensate che le band al Sud siano più penalizzate dalle case
discografiche?
Dalle case discografiche non
penso, non direi. Purtroppo per ora è un momento di crisi mondiale e non
è facile fare una stima delle cose. Purtroppo non esistono più i
contratti che prima ti permettevano di poter fare il musicista. La
musica in Italia è vista come una perdita di tempo e come un
investimento di denaro, ma solo a scapito dello stesso gruppo e non da
parte dell’etichetta.
7)
Una domanda per Laura, come ti trovi a relazionarti con un mondo metal,
particolarmente maschile? Hai mai avuto qualche difficoltà legato a
questo?
Fortunatamente no, io ho
sempre fatto quello che mi passava per la testa e non ho mai avuto
nessuna difficoltà. È vero che il metal è più maschile che femminile, ma
questo vale per l’intero mondo musicale. Dipende dallo spazio che riesci
a crearti al suo interno, magari sgomitando un po’…
In
concomitanza con l’uscita del vostro nuovo album “What i feel inside”,
come si sviluppa il vostro processo creativo?
Mentre gli album precedenti
erano realizzati partendo da idee mie e di davo, per questo ultimo
lavoro abbiamo lavorato tutti insieme. Si può benissimo sostenere che
racchiuda le idee di tutti perché tutti ci hanno lavorato allo stesso
modo e con la stessa intensità. E’ stato un cd voluto da tutti e di
fatto lo si può sentire proprio perché si sentono le influenze di
ciascuno.
9)
Cosa vi ha spinti a decidere di cantare in lingua inglese?
Molti pensano che sia più
facile per il fatto che si possono inserire frasi senza senso, ma non è
così. In realtà, lo abbiamo fatto solo perché la lingua inglese ha una
musicalità particolare che ti permette di dire frasi che non per forza
devono contenere le solite parole come sole, cuore e amore (come spesso
accade nei pezzi in italiano).
10)
Un’ultima domanda prima di lasciarci, raccontateci qualche racconto
esilarante avvenuto durante un vostro concerto o dietro le quinte.
Proprio l’altro giorno, alla
fine di una esibizione in acustico, una nostra fan si è avvicinata e ci
ha rivelato di essersi fatta 400 Km per sentirci suonare. Queste sono
cose che portiamo dentro con gioia e che ci danno la spinta per
continuare.
Metal Garage ringrazia
gli Iridyum e augura loro un grosso in bocca al lupo per il loro nuovo
lavoro “What i feel inside”; che a breve sarà recensito dal nostro
staff.














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